Abrogazione dell’obbligo contrattuale – sì o no?

In Svizzera, ogni medico in possesso di un diploma riconosciuto può aprire uno studio e fatturare le proprie prestazioni tramite l’assicurazione di base. E le assicurazioni malattia sono tenute ad assumersi i costi. Lo stesso vale per gli ospedali che figurano su un elenco cantonale. Qualora venisse abrogata tale legge, gli assicuratori malattia potrebbero negoziare liberamente con i fornitori di prestazioni (medici, ospedali, terapisti, farmacie ecc.). Ne risulterebbe una regolazione a livello di economia di mercato da cui i promotori si attendono un incremento dell’efficienza nel sistema. Gli oppositori della libertà contrattuale ritengono invece che venga compromessa la libertà dei pazienti di scelta del medico.

Prof. Dr. Bernd Schips, già professore di economia nazionale presso il Politecnico di Zurigo

Per contenere l’aumento dei costi del sistema sanitario è indispensabile la concorrenza tra i fornitori di prestazioni. Una condizione imprescindibile è l’abrogazione dell’obbligo contrattuale nel settore ambulatoriale e stazionario. In tal caso le assicurazioni malattia stipulerebbero i loro contratti solo con i fornitori di prestazioni più efficienti. Gli assicurati non devono temere conseguenze negative. Appena gli assicuratori saranno in grado di valutare in maniera adeguata i fornitori di prestazioni, subentreranno miglioramenti tangibili per tutti gli assicurati a ­livello di rapporti prezzi-prestazioni.

No

Bea Heim, Consigliera nazionale PS Canton Soletta

La Confederazione e i Cantoni hanno la responsabilità di garantire un’assistenza sanitaria sicura e di buona qualità. Le assicurazioni malattia sono tenute a rimborsare le prestazioni garantendo un trattamento paritario di tutti gli assicurati di base. La libertà contrattuale limiterebbe la libera scelta del medico con l’imposizione dell’assicurazione. In base a quali criteri? Finora le ­assicurazioni si sono occupate poco della qualità e della sicurezza poiché ritengono che non sia compito loro. E hanno ragione. Perché ora dovrebbero quindi essere in grado di gestire l’assistenza sanitaria?

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