Tassa di 50 franchi per il pronto soccorso

I reparti di pronto soccorso degli ospedali sono spesso sovraffollati, perché sono il primo punto di riferimento per molte persone che non hanno un medico di famiglia. Una consultazione in ospedale costa praticamente il doppio rispetto a una visita presso il medico di famiglia. Per questa ragione, recentemente, nel Cantone di Zurigo è stata presentata una mozione che prevede una tassa di 50 franchi per chi si reca al pronto soccorso. I sostenitori dell’iniziativa ritengono che si tratti di una misura adeguata per scoraggiare chi si rivolge al servizio di emergenza per banalità. Gli oppositori temono invece che la tassa potrebbe disincentivare le persone meno abbienti a recarsi al pronto soccorso, anche in caso di effettiva necessità.

Thomas Weibel
Consigliere nazionale PVL dal 2017 al 2019

La tassa è giustificata per i casi bagatella, perché comportano un sovraccarico dei reparti di emergenza e un inutile spreco di risorse, con il rischio di intervenire troppo tardi nei casi di infortunio o malattia gravi. La tassa non intende negare prestazioni o dissuadere i pazienti dal farsi visitare, bensì vuol essere uno strumento di orientamento e di guida. I pazienti devono rivolgersi in primo luogo al medico di famiglia o al servizio telefonico di emergenza. Alcuni ospedali adottano già a monte una procedura di triage, esente dalla tassa.


No

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Anne-Geneviève Bütikofer
Direttrice di H+ Gli ospedali Svizzeri

La tassa colpirebbe soprattutto gli anziani, i malati cronici e le persone più povere. Intimorire chi si rivolge al pronto soccorso con una «multa» di 50 franchi finirebbe per esporre i pazienti a rischi sanitari, limitan-doli nella libera scelta di medici e ospedali. Gli ospedali, poi, dovrebbero assumersi un enorme carico ammi­nistrativo per incassare la tassa. Meglio scegliere altre soluzioni: già oggi per sgravare il pronto soccorso e garantire cure adeguate, i pazienti sono suddivisi a seconda del livello di gravità delle loro condizioni.

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Tassa di 50 franchi per il pronto soccorso

I reparti di pronto soccorso degli ospedali sono spesso sovraffollati, perché sono il primo punto di riferimento per molte persone che non hanno un medico di famiglia. Una consultazione in ospedale costa praticamente il doppio rispetto a una visita presso il medico di famiglia. Per questa ragione, recentemente, nel Cantone di Zurigo è stata presentata una mozione che prevede una tassa di 50 franchi per chi si reca al pronto soccorso. I sostenitori dell’iniziativa ritengono che si tratti di una misura adeguata per scoraggiare chi si rivolge al servizio di emergenza per banalità. Gli oppositori temono invece che la tassa potrebbe disincentivare le persone meno abbienti a recarsi al pronto soccorso, anche in caso di effettiva necessità.

Thomas Weibel
Consigliere nazionale PVL dal 2017 al 2019

La tassa è giustificata per i casi bagatella, perché comportano un sovraccarico dei reparti di emergenza e un inutile spreco di risorse, con il rischio di intervenire troppo tardi nei casi di infortunio o malattia gravi. La tassa non intende negare prestazioni o dissuadere i pazienti dal farsi visitare, bensì vuol essere uno strumento di orientamento e di guida. I pazienti devono rivolgersi in primo luogo al medico di famiglia o al servizio telefonico di emergenza. Alcuni ospedali adottano già a monte una procedura di triage, esente dalla tassa.


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Anne-Geneviève Bütikofer
Direttrice di H+ Gli ospedali Svizzeri

La tassa colpirebbe soprattutto gli anziani, i malati cronici e le persone più povere. Intimorire chi si rivolge al pronto soccorso con una «multa» di 50 franchi finirebbe per esporre i pazienti a rischi sanitari, limitan-doli nella libera scelta di medici e ospedali. Gli ospedali, poi, dovrebbero assumersi un enorme carico ammi­nistrativo per incassare la tassa. Meglio scegliere altre soluzioni: già oggi per sgravare il pronto soccorso e garantire cure adeguate, i pazienti sono suddivisi a seconda del livello di gravità delle loro condizioni.

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