Mancanza di equilibrio in Parlamento

Per i parlamentari ci sono chiare disposizioni (regole di incompatibilità), che specificano quali mandati possono essere accettati accanto al lavoro come consigliere nazionale o consigliere agli Stati e quali non sono compatibili. Un posto quale CEO o presidente del consiglio d’amministrazione della Posta, delle FFS, di Swisscom o di altre fondazioni o organizzazioni legate alla Confederazione non sono compatibili con un seggio in parlamento. Poiché coloro che scrivono e controllano le leggi, non possono essere essi stessi oggetto delle leggi.

I proponenti dell’iniziativa popolare federale «Per un Parlamento indipendente dalle casse malati» sostengono l’idea che lo stesso deve essere applicato nel settore sanitario. Essi accusano i rappresentanti delle casse malati, che siedono in commissioni che si occupano di temi sulla Sanità, di contrastare le iniziative che sono sfavorevoli alle casse malati.

L’iniziativa mira a bandire i rappresentanti delle casse malati dal Parlamento. Essa prevede che i parlamentari non possano essere membri di un consiglio d’amministrazione, né di una direzione o di un organo di vigilanza di un assicuratore malattia. La situazione è diversa per i rappresentanti degli ospedali, del settore farmaceutico o dei medici. Poiché costoro non sono attivi su incarico della Confederazione, la loro presenza in Parlamento rimane intatta. La questione è che non può essere così facile rispondere alla domanda di chi può sedere in Parlamento e chi no.

UN’OPINIONE

Alex Kuprecht, consiglio degli Stati, UDC 

«Poiché il Parlamento ha finora respinto ogni tentativo di nazionalizzazione del nostro sistema sanitario ora, con questa iniziativa, si vorrebbe evidentemente escludere ogni parlamentare che rappresenta gli assicuratori malattia privati. Sarebbe un’arbitrarietà grossolana e andrebbero perse molte conoscenze specialistiche. Con questo divieto nella Costituzione, il legislatore potrebbe difficilmente evitare di escludere pure altri rappresentanti di interessi le cui attività professionali sono legate a compiti statali o sovvenzionati dallo stato. Penso ad esempio a professori, insegnanti, agricoltori e molti altri rappresentanti dell’economia. In breve: un’accettazione dell’iniziativa sarebbe l’inizio della fine del nostro collaudato sistema di milizia, uno dei più importanti fattori di successo della Svizzera moderna.»

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